
Ballano i miei pensieri, vaganti, fluttuanti e lisci, leggeri come una carezza timida d'innamorato sognante.
Ho visitato Roma, sfiorandola come amante perduto, con leggiadro sussulto di piacere tra le sue pieghe antiche, di veste imperiale, tra le sue fogge di matrona solenne, pur turgida e cocente nei suoi colori e fattezze vetuste ...
Sta come un'antica patrizia che attende il giovane amore straniero, schiavo delle sue brame notturne, ad ammaliare chi la visita e la osserva incantato, splendida donna dai seni turgidi, dalle corone d'alloro e d'oro i monili ...
Le sue strade, i suoi palazzi, i Fori imperiali, le Ville, i parchi, il Colosseo, le sue bellezze immutabili non trasecolano mai di sorpassato ricordo, ma non mutando all'occhio del tempo, restano immobili e sovrani.
Roma è eterna, verginalmente bella, seduta su un trono a rimembrare la sua grandezza al piccolo pellegrino che stupisce dinanzi a lei con cotanta Bellezza!
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